Percorsi di consapevolezza: Il calore dell’amorevole gentilezza

Nella mia esperienza personale poche pratiche sono così profonde e trasformative. Quando incontro le resistenze della mia mente, nelle notti buie dell’anima, la pratica di Metta è per me un grande rifugio

Incontro il respiro, mi radico e concentro e imbevo la mia mente di amorevole gentilezza, allargo il campo e più la concentrazione si fa sottile più Metta si espande le prese dell’ego si allentano, e sorge uno stato mentale di beatitudineche tutto può contenere, accogliere e perdonare.

“La leggenda narra che il Buddha chiese ai suoi discepoli di andare a praticare di notte nella foresta per esercitare le proprie capacità di concentrazione. I discepoli fiduciosi andarono e provarono a praticare ma la loro mente si riempì di paura per i rumori della foresta, gli animali e gli spiriti degli alberi e la concentrazione divenne impossibile, così tornarono disperati dal Buddha ad implorare aiuto. Il Buddha con la sua immensa saggezza donò loro questa pratica che ha il potere di trasformare la paura in coraggio. Un meraviglioso sutra racconta gli immensi benefici della pratica di Metta che è appunto indicata come l’antidoto più potente alla paura e alla rabbia.

I discepoli tornati nella foresta iniziarono a praticare utilizzando la gentilezza amorevole e fu così che, non solo riuscirono a raggiungere una concentrazione perfetta, ma intorno a loro animali e spiriti, prima terrificanti, si trasformarono in potenti alleati creando un campo di protezione intorno ai meditatori.” 

Metta è uno stato della mente, una qualità e nel buddhismo è considerata una dei quattro Bramavihara, ovvero le dimore divine della mente. 

Quando la mente si intinge di gentilezza amorevole affiorano alla coscienza le qualità migliori insite nell’animo umano, il corpo risponde a tanto amore e meraviglia. Come tutti i Bramavihara, questi quattro pilastri fondamentali per il benessere mentale, anche Metta non va confusa con qualcosa di simile (nemico vicino) ed è molto rischioso entrare nello stato opposto a quello di gentilezza amorevole cioè nell’odio, nell’indifferenza e nell’egocentrismo. Quello che viene chiamato nemico vicino di Metta è l’amore condizionato, che chiede anzi richiede attenzione, possesso, che non è libero dai giochi dell’ego e tende quindi ad attaccarsi, a sedurre l’oggetto amato portandolo verso di sè. 

Metta, al contrario, è un flusso di amore incondizionato che sgorga nella mente e che genera uno stato di espansione, di infinita generosità, rompe le catene dell’ego dissolvendo ogni paura

In questo senso si può intuire come ego e paura siano strettamente collegati, la paura si manifesta come effetto di un ego fragile incapace di comprendere la vera natura del sè, di spostarsi dal suo limitato punto di vista per espandersi e dissolversi. 

Un ego contratto, preoccupato e sequestrato dal pensiero, dalle idee dalle credenze, un ego che ci tiene stretti legati.”

La pratica di Metta allarga il cuore, talvolta è possibile anche percepirlo nelle sensazioni fisiche più sottili è una mente leggera, ampia in totale connessione con l’amore incondizionato e quindi libero dal voglio, mi piace, mi serve etc… 

Nella pratica di Metta vengono ripetute alcune frasi nella mente che sono degli auguri e che vengono formulati prima verso sè stessi e poi gradualmente verso una persona amata, una persona sconosciuta, fino ad arrivare a inviarli ad una persona che riteniamo difficile, che ci crea problemi il cui comportamento in qualche modo ci appare come faticoso. La pratica si espande poi a tutti gli esseri che abitano nel pianeta dalla più piccola formica, ai grandi animali selvaggi toccando tutti gli uomini e le donne, nessuno escluso. 

Questa pratica viene insegnata per gradi e richiede tempo e gradualità.

Fondamentale è sorreggere la connessione con l’amorevole gentilezza con un da grado di presenza e di ascolto sensibile.

Quindi la CONCENTRAZIONE diviene un’alleata fondamentale per intingere completamente i nostri pensieri e le nostre sensazioni nella potenza trasformativa di METTA.

La gradualità e la conoscenza della pratica ci porterà nell’arco di questi quattro incontri a lavorare su noi stessi su temi trasformativi come l’accoglienza di se stessi, dell’altro e il perdono.

Se vuoi provare le pratiche di amorevole gentilezza ti aspetto tutti i martedì di novembre alle ore 21.00 on-line comodamente da casa! Info Contatti

Se vuoi sapere qualcosa in più ti consiglio di leggere MeditazioneDue parole sulla MindfulnessProposte

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